Google ci rende stupidi? La paura dell’establishment di perdere il controllo delle masse

La tesi che i sistemi internet ci rendano meno intelligenti è stata messa in giro con molto clamore. E’ un segno di paura da parte di chi controlla l’informazione, in particolare i giornali tradizionali (non a caso la notizia è stata molto diffusa dai quotidiani) e le televisioni (che hanno dato all’argomento ampio spazio). In realtà, hanno paura che il pubblico li abbandoni (o, come si direbbe con un linguaggio in voga, li mandi dove avete ben compreso).

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Simboli della nuova contestazione tecnologica

KONX OM PAX

Il simbolo della contestazione compie quarant’anni.  E’ tempo di raddrizzarlo, di metterlo nella giusta posizione.  

Per fare questo, occorre in primo luogo connetterlo alla sua identità.  Peace, Love and Freedom non bastano: occorre aggiungere a questi elementi ulteriori qualità fondamentali: Consapevolezza e Coscienza (Consciousness and Awareness).  In realtà, non si tratta di nulla di nuovo.  Già la stagione psichedelica parlava di espansione della coscienza, di estensione della consapevolezza.

Il sogno si è arenato nella confusione degli anni di piombo, nella deriva dello stupido tentativo di espandere la coscienza mediante le droghe.  Ecco, per intervenire e recuperare gli argomenti, occorre partire da un fondamentale momento di chiarezza: distinguere tra illuminismo e falso illuminismo.

C’è una corrente di pensiero che attribuisce a sé stessa la nozione di “Illuminismo”.  La sua dottrina consiste che l’affermazione che il regno sulla terra, il controllo del potere, devono essere attribuiti alla stretta cerchia degli uomini superiori, gli illuminati.  E’ una vecchia storia, che si è sempre determinata nei sistemi sociali, sin dalle prime organizzazioni del potere sacerdotale in Babilonia e in Egitto. 

Contro questa tesi vi è un’altra nozione di Illuminismo, che sostiene che ogni uomo e ogni donna, ogni essere vivente possono conquistare il progressivo risvegliarsi della coscienza, l’illuminazione della mente e del cuore.  Questa è la concezione del Buddha Sakyamuni (ed è da sottolineare che Buddha, tradotto dal sanscrito, significa appunto “Illuminato“, “Risvegliato alla Coscienza“), ed è sostanzialmente ciò che ha sostenuto Cristo nel suo tentativo di sottrarre l’egemonia esclusiva di farisei e sadducei sulla religione ebraica.  E’ quello che ha fatto Mahatma Gandhi, denunciando che ogni costrizione di casta è una intollerabile forma di dispotismo.

Non dev’essere sottovalutato il fatto che le radici più salde e più profonde dell’ Illuminismo derivano da una dottrina occulta.  Questo apparente paradosso è determinato dalla necessità di sopravvivere alle accuse di eresia che le forme più libere di pensiero hanno sempre incontrato.  Le élites che controllano il potere, infatti, hanno sempre avuto interesse a mantenere il popolo nell’oscurantismo, per impedire il formarsi della coscienza critica.  E’ quel che accade ancora in Nyanmar e in Tibet.

L’incendio della Biblioteca di Alessandria è l’emblema di questo controllo oscurantista.  Ma la Fenice torna sempre dalle sue ceneri.  Il primo riapparire avvenne con il Libro del Chiarore.  Poi, lo Splendore.  Ed è qui che si trova la frase che legittima il simbolo, perchè è scritto che “Le radici dell’Albero della Conoscenza sono nel Cielo.

Iconoclastia, antidogmatismo, connettivismo

Nella tradizione sanscrita c’è un trattato chiamato Vivekacudamani, traducibile come “il diamante della discriminazione”. Il punto di partenza di questo testo è che la Verità è ciò che è eterno e immutabile. Segue la constatazione che, su questa terra, nulla ha queste caratteristiche. L’approdo è che, durante questa nostra esistenza terrena, noi non abbiamo facoltà di conoscere nulla e niente e nessuno che possieda queste caratteristiche. Dunque, non c’è la Verità ma solo una somma di tante piccole verità, spesso mescolate con il falso o, peggio, con la menzogna. Ecco perché essere dogmatici significa rimanere poveramente chiusi in un solo punto di vista e coltivare l’oscurantismo. Occorre distruggere le false immagini (il cui paradigma del nostro tempo è la televisione); è necessaria una nuova forza iconoclasta: e questo è certamente parte del lavoro che possiamo condurre in open source. Scrivere al di fuori di ogni controllo e secondo coscienza appartiene all’illuminismo open source, esteticamente, eticamente, filosoficamente. Non si tratta di affermare convinzioni soggettive, ma condividere la luce della ragione. Fare in modo che, come nei quadri del Caravaggio, giunga a rischiarare i luoghi più remoti e oscuri. E, per fare questo, occorre che vi sia gente che costruisca una nuova intelligenza sociale, che sappia costruire network generando sinapsi come avviene nel cervello quando più neuroni, per mezzo dell’elettricità generata dal collegamento (connessione, connettivismo), si illuminano: Khabs Am Pekht ! Lvx in Extension !