La struttura dell’Opus dei, il famoso Ordine cattolico fondato da José Maria Escrivà de Balanguer, costituisce, per definizione e al di là di ogni valutazione etica, una setta (per questo talora definita “massoneria bianca”).  Per dare idea esteriore della struttura, traendo argomenti dall’ articolo di R.L. su Radio Radicale i suoi membri si distinguono in:

1. “numerar” (che abitualmente vivono nei centri dell’Opus Dei, seguono e dirigono le attività formative della Prelatura, vivono il celibato apostolico, devolvono all’Opus Dei i loro introiti, hanno svolto studi superiori e hanno caratteristiche personali – salute, personalità – idonee per dedicarsi a tempo pieno alle attività apostoliche);

2. gli “aggregati” (che ordinariamente vivono con le loro famiglie d’origine);

3. i “soprannumerari” (sposati o comunque non vocati al celibato). Questi ultimi rappresentano di gran lunga la maggior parte dei fedeli della Prelatura. Alcuni di essi, una minoranza, sono persone con alto tenore di vita. Molti sono tecnici, operai, contadini, come si può facilmente verificare andando nei diversi centri di formazione della Prelatura in tutto il mondo, soprattutto in America Latina.