Nella tradizione sanscrita c’è un trattato chiamato Vivekacudamani, traducibile come “il diamante della discriminazione”. Il punto di partenza di questo testo è che la Verità è ciò che è eterno e immutabile. Segue la constatazione che, su questa terra, nulla ha queste caratteristiche. L’approdo è che, durante questa nostra esistenza terrena, noi non abbiamo facoltà di conoscere nulla e niente e nessuno che possieda queste caratteristiche. Dunque, non c’è la Verità ma solo una somma di tante piccole verità, spesso mescolate con il falso o, peggio, con la menzogna. Ecco perché essere dogmatici significa rimanere poveramente chiusi in un solo punto di vista e coltivare l’oscurantismo. Occorre distruggere le false immagini (il cui paradigma del nostro tempo è la televisione); è necessaria una nuova forza iconoclasta: e questo è certamente parte del lavoro che possiamo condurre in open source. Scrivere al di fuori di ogni controllo e secondo coscienza appartiene all’illuminismo open source, esteticamente, eticamente, filosoficamente. Non si tratta di affermare convinzioni soggettive, ma condividere la luce della ragione. Fare in modo che, come nei quadri del Caravaggio, giunga a rischiarare i luoghi più remoti e oscuri. E, per fare questo, occorre che vi sia gente che costruisca una nuova intelligenza sociale, che sappia costruire network generando sinapsi come avviene nel cervello quando più neuroni, per mezzo dell’elettricità generata dal collegamento (connessione, connettivismo), si illuminano: Khabs Am Pekht ! Lvx in Extension !