Già in precedenza è stato osservato come la stella a cinque punte all’interno del cerchio è davvero uno strano simbolo per ritenerlo espressione pura del materialismo storico marxista e non vedervi piuttosto una volontaria e intenzionale deriva magico-esoterica. A voler rimanere all’interno della dottrina marxiana, ancor più nell’accezione trotzkista-leninista, è fin troppo nota la concezione del dirigismo rivoluzionario che si avvale dell’ “utile idiota”, ovvero di chi crede di trarre vantaggi personali, senza sapere di essere assoldato al servizio di una causa più grande. Si potrebbe continuare esaminando le posizioni personali di personaggi come Kropotkin o Bakunin, ma è preferibile lasciare tutto alle ricerche di chi ha interessi storici. Ai fini attuali, in modo pertinente all’argomento, propongo semplicemente qualche stralcio dal libro di David Yallop “The power and the glory”. I più informati ricorderanno che l’autore è il medesimo della famosa indagine sulla morte di papa Giovanni Paolo I, papa Luciani, da cui emergevano inquietanti intrecci tra la Banca Vaticana, l’Istituto Opere Religiose (IOR), la P2, ambienti dell’Opus Dei, fino alle “prestazioni d’opera” della banda della Magliana.

Quel che si vuole sostenere in questo articolo, traendo elementi da questa lettura, è che è ormai venuto il momento di rivelare il segreto di Pulcinella. Come si sa, il “segreto di Pulcinella” è la storia di qualcosa che sanno tutti, eccetto gli allocchi. In questo caso, il segreto di Pulcinella è che gruppi extraparlamentari come le BR o Prima Linea sono stati pagati e organizzati con l’esplicito intendimento di usarli strumentalmente.

Leggendo dal libro citato, ricco peraltro di fonti e citazioni, testimonianze e documenti, si ricavano esempi fortemente istruttivi. Il primo è legato all’omicidio del giudice Emilio Alessandrini, che stava indagando sulle connessioni tra P2, IOR e Banca Vaticana.

(…) the Vatican Bank was created by Pius XII during the Second World War (p. 34) As of May 1981 there were over 12.000 current accounts. A minority conformed to the statutes of the Bank; the remaining 9.351 were owned by “privileged citizens”, including members of the Gambino, Inzerillo and Spatola Mafia families (…) their bagman to the Vatican Bank was the “Puppet Master” himself, L.G. (…) the then Godfather of Sicily, Stefano Bontate. (…) The IOR might have been the “Pope’s Bank”; it was also the Mafia’s. (pp. 118-119).

Il giudice Emilio Alessandrini indagava su questa connessione. Il 29 gennaio 1979 venne ucciso a colpi di pistola dopo aver accompagnato suo figlio a scuola. Come afferma Yallop: “(…) a group of left-wing terrorist called Prima Linea claimed responsibility for the murder (…) the script was implausible: a left-wing group murders a judge who is renowned throughout Italy for his investigations into right-wing terrorism. In reality, groups such as Prima Linea and the Red Brigades did not merely kill for political or ideological reasons. (…) Marco Donat Cattin, the second man to open fire on the trapped and helpless judge (…)”

Ecco: la rivendicazione di Prima Linea, afferma Yallop, non ha alcuna plausibilità: che senso ha per un gruppo terrorista di sinistra uccidere un giudice rinomato in Italia per le sue indagini sul terrorismo di destra? In realtà, gruppi come Prima Linea e le Brigate Rosse non uccidevano semplicemente per motivi politici o ideologici…

Non è lontano il marzo 1978, quando era stato ritrovato il corpo senza vita di Aldo Moro. Anche qui, il paradosso. Chi vanno a rapire (e giustiziare) le BR? Fanfani? Rumor? Cossiga? Andreotti? No, no. Giusto, l’uomo che voleva aprire ai comunisti le porte del governo. Non è paradossale? O meglio: non è evidente la contraffazione?

Altro caso: Giorgio Ambrosoli. Il giudice Giorgio Ambrosoli stava indagando sulle connessioni tra Marcinkus, direttore dello IOR, e Michele Sindona, noto finanziere italiano. Ambrosoli viene assassinato l’11 luglio 1979. Il Tenente colonnello Antonio Varisco, capo dei servizi di sicurezza per Roma, che aveva lavorato con lui ad aspetti rilevanti dell’inchiesta, viene ucciso due giorni dopo. L’azione viene rivendicata dalle Brigate Rosse.

Un terzo soggetto è coinvolto in questa serie di morti: Boris Giuliano, il capo della polizia di Palermo. Il 21 luglio anche lui viene ucciso. “Boris Giuliano’s position was taken by Giuseppe Impallomeni” nota Yallop “a member of P2”.

Questo dovrebbe bastare. Chi non ne avesse a sufficienza, o chi non avesse la pazienza di seguire le tracce dei libri, può andare a ricercare le note prodotte da una trasmissione come “Chi l’ha visto?” sulla sepoltura nella basilica di Sant’Apollinare a Roma del più noto esponente della Banda della Magliana, “Renatino” De Pedis. Che ci fa la sua tomba tra quella di alti prelati e santi?

Un’altro spunto. Yallop racconta che nel 1982 l’Opus Dei era pronta a risolvere i debiti di Roberto Calvi, ma i suoi creditori (verosimilmente guidati da Pippo Calò, il banchiere della mafia), non hanno più creduto a questa eventualità per il troppo tempo trascorso, e l’hanno ucciso (cfr. p. 146).

E che, infine, quando Michele Sindona, ormai determinato a parlare, era pronto a far chiarezza sul ruolo della P2 ed anche sulle circostanze legate alla morte di papa Luciani, trovò un caffé avvelenato tra il dire e il fare.

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