Una domanda come “Le società iniziatiche sono un bene o un male per la società?” non è altro che la manifestazione di un pregiudizio inutile che impedisce ogni possibilità di comprensione dei meccanismi che regolano la società, la politica e le sue scelte, la distribuzione del potere e della ricchezza.

Le domande sono altre, e cioé: a) le società iniziatiche sono una componente socialmente necessaria? b) . * . sono davvero capaci di influenzare le scelte del potere? c) . * . sono controllabili unitariamente da qualcuno? d) . * . sono cattoliche o anticattoliche? e) . * . spirituali o materialiste? f) come si fa a separare quelle ispirate da dottrine tradizionali autentiche e quelle improvvisate o inventate da eccessi di fantasia? g) . * .è possibile concepire una società iniziatica che non sia fondata sul segreto?

Società iniziatiche, società segrete, societas oculte: uno sguardo all’interno della loro composizione e struttura mediante i criteri dell’analisi antropologica e sociologica, appena l’abc, e si scopre che la maggior parte di queste congreghe sono delle derive della società.  Spesso si tratta di relitti inutili.  Più raramente sono luoghi dove si costruiscono ideali e aspirazioni: ma quando questo raro fiore sboccia, i suoi effetti si espandono nello spazio e nel tempo.

Talvolta questi luoghi sono punti di mediazione e di costruzione del potere politico. Questo vale soprattutto per il passato, quando il gioco era appannaggio esclusivo delle sfere aristocratiche della società.  Ma vale ancora, se si considera l’evidenza che anche i cosiddetti “club services” sono strumenti di cooptazione e di inclusione in certe sfere della società borghese, sono cioè quegli assetti che determinano il filtro dei luoghi riservati ed esclusivi.

Il fatto nuovo è che la modernità ha spezzato l’esclusivo monopolio delle sfere aristocratiche, e al confine delle dottrine iniziatiche accedono oggi nuove energie che provengono da una variegata “middle class”.

In realtà, non è poi nemmeno così nuovo.  Senza dover ricorrere al mondo antico (Empedocle che rompe il segreto dei cerchi pitagorici) in chiave moderna si ripropone, all’inizio del XXI secolo, il tema che aveva caratterizzato l’inizio del secolo scorso: l’emancipazione sociale, che era poi il prodotto di avanguardie come il modernismo e il movimento internazionale.

Questo movimento di emancipazione è stato sedato da due guerre mondiali che hanno portato la repressione fasscista e hanno dissolto l’internazionale socialista di Lenin e Trotzki nella dimensione imbelle dell’idiota Stalin.

Una nuova ondata di diffusione della conoscenza è giunta attraverso il movimento psichedelico e la contestazione del ’68, che non a caso si è ampiamente richiamata all’opera di Aleister Crowley (e poi di Israel Regardie), i primi a infrangere il tabù del segreto iniziatico nei tempi moderni.

In questo senso Crowley è paragonabile a Empedocle o a Socrate: a coloro che hanno infranto il cerchio esoterico e aprono a tutti la conoscenza.   Ma la gente non capisce e fraintende, arriva facile e banale l’etichetta del satanismo (che, come ha detto bene Pasolini, in fondo non è che l’incapacità di uscire dai dogmi del cristianesimo) e tutto rimane incomprensibile perché nessuno tenta quella struttura cognitiva che deriva dall’iniziazione.

La repressione reazionaria della stagione psichedelica arriva con l’estetica del post-modernismo. Gli anni ’80 del secolo scorso respingono la contestazione con l’indifferenza del consumo e l’idiozia del consumismo. Chi ha cercato un modello alternativo è stato fermato dalla droga (che, come diceva già Huxley negli anni ’50, non è lo strumento per aprire la mente ma solo un amplificatore, sia di buone sensazioni che di angosce).

Oggi, grazie alle tecnologie internet, il superamento della categoria estetico-filosofica del postmodernismo avviene per effetto dell’apertura di una nuova corrente interpretativa che, per necessità di definizione, chiameremo connettivismo, illuminismo tecnologico, neo-modernismo.

Il punto d’approdo di questa visione è portare le dottrine iniziatiche in open source. La corrente più avanzata è – ancora una volta – l’ordine open source della Golden Dawn.

Una corrente che si è emancipata dal tradizionalismo della loggia madre di Londra e si è posizionata sulla svolta americana antiaristocratica, democratica e open source che trova la sua linea di continuità più rilevante nel lavoro di continuzione della Tradizione della autentica Golden Dawn per il tramite dei lavori di Chic e Tabhata Cicero e di Sam Webster.

L’idea è quella di consolidare questa visione aperta, open source, alimentando questa corrente in Europa e anche in Italia.

La rivista THE EUROPA MAGICA CONNECTIVE INTERNATIONAL REVIEW è uno strumento che punta in questa direzione.  Non spaventatevi dell’inglese, perché anche questo è utilizzato in modo open source, cioè con indifferenza alla grammatica tradizionale (l’inglese, se lo leggi, lo capisci, specialmente questo inglese mediterraneo formattato interner che, come indica la rivista, chiamiamo INTGLISH – e cioè international english o internet english).

[Altotas]

Per indicazioni e punti di contatto:

Europa Magica – studio464@gmail.com