É tutto sbagliato sin dall’inizio. In questo modo tutto è perfetto, tutto diventa comprensibile: il dio dell’eden non è il vero Dio perché non corrisponde né logicamente né sul piano simbolico alle idee di perfezione e giustizia. L’affermazione ha carattere politico, e non soltanto filosofico: il mito dell’eden stabilisce l’etica di un lavoro che serve a qualcuno, e non a tutti. Secondo i criteri tradizionali, il lavoro è sempre positivo, non può avere significati negativi; è sacro dovere inderogabile. In questa prospettiva, invece, il lavoro (l’economia) si rivela ingannevole strumento di sopraffazione. Questa presa di coscienza è totale e non ammette semplificazioni. L’eden è costitutivo della nostra forma mentis: se muta la sua interpretazione si rivoluziona il meccanismo di rapporti interni della società e il sistema di distribuzione del potere.  Nel suo aspetto teorico, questo libro teorizza un’ideologia dell’emancipazione e della libertà.  Nel suo aspetto pratico, è un manuale per utilizzare la volontà per trasformare sé stessi e il mondo intorno a noi.  Fondamentale, magico e potente.