Non è semplice definire la cabala, perchè si tratta di un simbolo composto,

un simbolo fatto di simboli.

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In sé, un simbolo è tale perché non ha una sola definizione, ma è in grado di contenerne più d’una.

Mentre un’allegoria è qualcosa che sta al posto di qualcos’altro in una relazione 1:1, un simbolo esprime una relazione di 1:n o, come si dice talora, di uno a molti.

Dal punto di vista dell’iconografia, la cabala è sostanzialmente rappresentata dall’albero della conoscenza che, filosoficamente è manifestato da dieci sfere.

Queste dieci sfere sono appunto simboli chiamati a rappresentare: (a) stati molteplici dell’essere ma anche (b) componenti chimiche della natura e, ancora, (c) il sistema planetario (e stellare) dell’universo visibile e, oltre e altrove, (d) l’invisibile e l’insondabile.

Le dieci sfere sono tra loro collegate da sentieri abissali, presieduti dalle lettere dell’alfabeto intese come forze spirituali della creazione (rese in immagine mediante gli Arcani della Rota).

In questo modo lo Zohar (testo fondamentale nella tradizione della Qabalah) manifesta le lettere dell’alfabeto ebraico nel loro numero di 22 come i sentieri che collegano le dieci Sephiroth e quindi l’Albero della Conoscenza è chiamato anche “le trentadue vie del destino”.

Inoltre, la cabala è il sistema delle regole grammaticali di base (gematria, temurah, notariqon) della lingua ebraica, da cui dipende la tradizione chiamata impropriamente “angeologia” nella letteratura occidentale.

Si afferma che la cabala (Qabbalah, secondo una migliore traslitterazione dall’ebraico קבלה ), sia il sistema di conoscenza dato ad Adamo e trasmesso al figlio Seth.  Adamo fu sacerdote in Eridu e Seth, suo figlio, fu il primo a regnare in Khem.

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