L’inafferrabilità nella struttura delle leggende di Christian Rosenkreutz e di Parsifal è profonda e significativa.  Con il linguaggio della psicologia del profondo e dell’antropologia strutturale, si può certamente dire che si tratta di varianti dello stesso mito: appartengono cioè al medesimo archetipo.

Indifferente alla nozione di verità (gnosticamente respinta come specie del falso), questo articolo dà convincente dimostrazione dell’argomento.

Parsifal, dipinto di Edward Burne-Jones.  Fonte: Wikipedia

Partendo dal primo, le notizie storicamente più attendibili identificano Christian Rosenkreutz con l’ultimo discendente della famiglia tedesca di Germelshausen, cattolici Albigesi.  La repressione dei cattolici Domenicani, capeggiata in Germania da Corrado di Marburgo, determinò la necessità per il giovane principe di Germelhausen di lasciare il castello natio e viaggiare per il Mediterraneo e l’Europa.

In una forma diversa, Parsifal è anche lui un fuggitivo.  La sua anima è mista: animale e spirituale, aristocratica, ma anche volgare.  Ha una colpa oscura su di sé, qualcosa da espiare.  Ha ucciso un cigno forse, o forse qualcos’altro ha instillato nella sua anima un destino controverso.  Fa ritorno ad un castello dove non c’è più nessuno, dove sono tutti morti.  Dopo questi eventi entra a far parte dei cavalieri di Re Artù.  In queste vesti riesce ad avvicinarsi al Graal.

Si possono intravedere le caratteristiche di Parsifal in Christian Rosenkreutz, come la ripetizione di uno schema – lo schema del mito – con una struttura iniziatica tipica dell’estetica medievale dell’Europa continentale, con una allusione cortese ad un mistero che viene lambito ma mai svelato, se mai ri-velato.

Dietro, il mito stellare di cui non diremo (la traccia è la costellazione del Cigno), come sempre dissimulato dalle stratificazioni successive.  L’inafferrabile Graal diviene quindi immagine della verità intangibile, comprensibile soltanto a costo di accedere ad una metafisica non-duale, in cui la verità e l’assenza di verità si fondono e si trasformano in pura essenza.