La civiltà è dotata d’un moto progressivo: noi cercheremo d’esprimere questo moto

Giuseppe Mazzini, 1829

L’occasione del 150° dall’unità d’Italia conterrà certamente molta retorica, però permette degli approfondimenti importanti per comprendere le radici della nostra cultura, riscoprendo le parti migliori e dimenticate, come nel caso di Giuseppe Mazzini.

Il pensiero di Giuseppe Mazzini è assolutamente moderno, soprattutto in ordine alle modalità in cui è riuscito a far sì – sia pure davanti ad ostacoli e difficoltà insormontabili per una mentalità comune – da tradurre le idee in azioni di significato politico e sociale.

Per rimanere in una dimensione di attualità contemporanea, vorremmo ancorare questa riflessione ad una precedente:

Il paradosso di Osso, Mastrosso e Carcagnosso

che era stato presentato come Lettera aperta a Roberto Saviano e Carlo Lucarelli, in occasione di loro specifiche argomentazioni che comportavano  riflessioni sul ruolo delle società segrete.

L’argomento che in quella Lettera aperta ritenevamo insoddisfacente è la contrapposizione tra società iniziatiche e società civile, valutandolo come un grave errore antropologico.

Proviamo a spiegarci meglio, con l’aiuto di Giuseppe Mazzini, che torneremo ad evocare nel seguito di questa lettera.

Restiamo ancora un attimo in questo nostro tempo contemporaneo, così logoro e privo di una visione sincera, dove la ragione ha da tempo subito la degradazione a ideologia ed è infine stata svenduta come propaganda.  Ecco, allora, che questi signori che rappresentano la parte intelligente della cultura popolare della nostra contemporaneità non possono e non devono commettere il grave errore di allineare tutte le società iniziatiche sul livello deviante della mafia o della ‘ndrangheta o della camorra o di altre versioni deteriori e rovesciate di queste Fraternitatis.

Continuando in questo modo, si commette l’errore imperdonabile di dimenticare la storia, proponendo, invece che di nuovi sistemi per l’autentico risveglio delle coscienze attraverso i sistemi di crescita sociale che sono propri delle società di perfezionamento, una distratta antitesi tra le demonizzate società iniziatiche e la gente “per bene”.

Permetteteci di dire che noi del perbenismo non sappiamo cosa farcene.  E, che permettiate o no, noi sputiamo sul perbenismo: perché in esso vediamo l’ipocrisia del sistema televisivo di egemonie.  La gente che attraverso questo potere guadagna cifre da capogiro (che abbiano poi la necessità della scorta è altro discorso, in ogni caso si tratterà di un prezzo del successo) non può proporre il perbenismo come modello di comportamento, perché tutto ciò non è soltanto anacronistico ma è totalmente fuori dalla storia.

Affermando questo non vogliamo andare contro le figure di intellettuali cui la lettera si indirizza.  Ne riconosciamo la statura ed apprezziamo la parte sincera che cogliamo nel loro lavoro.  E crediamo anche che abbiano l’intelligenza di comprendere il valore di critica costruttiva che in questa lettera è contenuto e manifesto.

Quel che desideriamo è mostrare che le radici della nostra Giovine Italia sono all’interno di un meccanismo che è giacobino e rivoluzionario, che è propriamente carbonaro (intendendo con ciò la società iniziatica) con il fine di sovvertire l’oscurantismo.

Noi non possiamo ammettere istituzioni che ci dividono, ci rendono diffidenti, gelosi, ostili da popolo a popolo, da città a città, da un ordine all’altro di cittadini.  Noi protestiamo contro ogni ineguaglianza, contro ogni tirannide, dovunque sorga.

Giuseppe Mazzini, pensieri sulla democrazia in Europa, 1846

Ciò che indusse Mazzini a costruire infaticabilmente società di perfezionamento (anche la Giovine Europa, costituita nel 1834 con l’Atto di Fratellanza sottoscritto a Berna da rappresentanti italiani, polacchi e tedeschi, era tra queste) non era certo il desiderio del segreto e dell’occulto.  Era, piuttosto, l’ideale illuminista, il desiderio di portare lumi a popoli affranti dall’oscurantismo dei loro regimi.

Ora, questo è il punto in questione, modernissimo e ancora presente, non vedere che i sistemi dell’oscurantismo si avvalgono di questi sistemi sarebbe un errore.  E contrapporre a questi sistemi il perbenismo una assoluta idiozia se in buona fede, una terribile e nociva ipocrisia se vi è consapevolezza.

Perché, a parte le organizzazioni criminali, non v’è dubbio che dentro la Massoneria vi sia stata una P2, non v’è dubbio che dentro la Chiesa operi l’Opus Dei, non v’è dubbio che esistano a livello delle intersezioni dei cerchi sociali quei sistemi noti come club services che hanno la funzione di agire per cooptazione e fungere da filtro per l’accesso ai ruoli d’élite della classe dirigente.  Quindi, si potrà certo affermare che il sistema della cooptazione è un meccanismo antropologico che non può non esser visto e, pertanto, necessita di esser compreso.

Uomini come Giuseppe Mazzini, comprendendone il valore, hanno fatto di tutto per democratizzarne il contenuto e il significato, facendo in modo di sottrarre all’uso esclusivo dell’aristocrazia il giocattolo delle società segrete e dandolo a chiunque fosse in condizione di capire che questa è la palestra in cui si forgia la consapevolezza delle nuove classi sociali emergenti.

Non solo: partendo da questo presupposto di diffusione e accrescimento della coscienza, Mazzini si è progressivamente affrancato dalla vecchia concezione della carboneria di derivazione massonica, per aprire il sistema ad una idea innovativa di società di perfezionamento, libera, aperta, conoscibile.

In questo senso, l’idea di Mazzini è modernissima e necessaria.

Tanto moderna e necessaria da essere assolutamente coerente a quel che facciamo qui in

EOΣ

EUROPAE OPEN SPHERE


con il nostro infaticabile (per quanto incompreso e denigrato) tentativo di affermare un modello nuovo e aperto di società di perfezionamento, all’insegna dell’illuminismo connettivo.

I principi generali della Giovine Italia comuni agli uomini di tutte le nazioni, e gli accennati fin qui sulla nazione italiana in particolare verranno predicati, svolti e tradotti popolarmente dagli iniziatori agli iniziati, e dagli iniziati, quanto più possono, all’universalità degli italiani.

Giuseppe Mazzini, Istruzione generale della Giovine Italia

Mazzini, illuminista e romantico spiritualista, era solito citare le scritture, come quando scriveva:

Commento vivo e continuo alla parola di Gesù: Quando sarete parecchi raccolti insieme nel nome mio, lo spirito d’amore e di verità scenderà su voi, come la democrazia dice: “Unitevi tutti.  Ammettete quanti più potete al banchetto della vita.  Sopprimente i privilegi, fomento di divisione.  Fatevi eguali.  Riconsecrate l’umana natura con una coscienza uniforme di doveri e di diritti.

[G.M. 1846]

Dopo aver evocato uno spirito sì grande, ritornando a noi di questo effimero e inflazionato presente, dovremo concludere con una frase che non viene dal canone, ma dalla tradizione apocrifa, ammettendo di sapere che queste parole non saranno comprese e accolte che da pochi, e che tra quei pochi saranno sofisti che allontaneranno questa luce fioca, ch’è pur sempre luce tuttavia:

Conosci ciò che sta davanti al tuo viso, e ciò che ti è nascosto ti verrà rivelato; poiché non vi è nulla di nascosto che non venga un giorno rivelato.

e ancora:

I farisei e gli scribi hanno ricevuto le chiavi della conoscenza, ma essi le hanno nascoste: loro stessi non sanno entrare, né ad altri permettono di entrare.  Perciò siate semplici come colombe e prudenti come serpenti.

e infine:

Se vi domandano: “Da dove venite?” rispondete: “Veniamo dalla Luce”.

[V.a.T.]

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