“Il cimitero di Praga” è un titolo che dissimula e nasconde – appena sotto la superficie – il vero argomento del libro, che è dato dal controverso falso documento “Protocolli dei Savi Anziani di Sion”, ovvero il testo sulla base del quale la propaganda nazista ha accusato gli ebrei di cospirare per la conquista del mondo.

Per raccontare la storia di questo clamoroso falso, Eco ricostruisce con erudita passione il contesto storico dell’epoca, tra Ottocento e Novecento, toccando episodi storici come la spedizione di Garibaldi in Sicilia, il ruolo della Carboneria (e di Mazzini), i tentativi di controllo dei Gesuiti e molto altro ancora-

Ne risulta un intreccio avvincente, con il risultato che il libro si fa leggere – per quanto l’argomento sia difficile – anche per il saccheggio “ad effetto” di alcuni testi che entrano a buon diritto nella definizione di “classici dell’occulto” (evidente soprattutto l’aperto saccheggio di Les Frères Trois Points di Leo Taxil).

La passione di Umberto Eco non è fugace, né passeggera, poiché s’innesta in modo perfettamente lineare con le storie de “Il Pendolo di Foucault”, suo precedente romanzo che ha per argomento diretto la Cabala.  Naturalmente, sia nel “Pendolo” che nel “Cimitero”, Eco infinge una pura curiosità letteraria, mista a scetticismo, sulla base della quale possiamo a buon diritto derivare che si tratta di libri autenticamente cabalistici: proprio perché questo tema di considerare con scetticismo l’argomento è un topos letterario proprio dei testi della Cabala, quasi un marchio di autenticità.

Un solo interrogativo resta – ed è il solito per la cultura italiana: perché, invece di sommare dati su dati, congetture su congetture, non si prende atto che le società di perfezionamento sono una necessità antropologica?

Perché, invece di gridare al complotto o di supporre chissà quali atroci finalità occulte, massoniche e mafiose, non si introduce a un contesto più ampio il meraviglioso gioco dell’iniziazione?

I lettori delle fonti apocrife comprenderanno che questo è stato sempre l’intento dei profeti illuminati, ma non ci sono lampadine accese in questa Italia.

L’unica cosa che possiamo fare, è indicare il movimento open source (con la sua sezione italiana Societas Mazzini) che intende portare all’espansione progressiva questa consapevolezza.

Non ci attendiamo nulla, poiché la vivacità intellettuale tra le persone cosiddette libere è veramente poca, e non si va oltre il battere la grancassa del potere.

Tuttavia, a chi ha orecchie per intendere…