L’intellettuale disorganico si contrappone all’intellettuale organico, cioé a quella categoria di uomini e donne di pensiero che trovano spazio nel contesto del dibattito sulle idee, trovando le condizioni per esprimere il proprio pensiero attraverso il proprio appartenere all’establishment cui deve la sua forza, sotanziale o relativa, derivante dalla possibilità di trovare contesti e luoghi per intervenire e partecipare, ottenendo una forza di persuasione e la possibilità di tradurre il proprio operato in azioni funzionali al gruppo di potere di cui è espressione.

Al contrario dell’intellettuale organico, l’intellettuale disorganico non ha appartenenze, quindi ha la possibilità di cogliere nel pieno la propria libertà di pensiero, con il limite di vederla confinata alla soglia dell’inesprimibile, potendo considerare la riflessione di cui si pretende veicolo come puro esercizio di stile, utile ad approfondire il legame tra inconscio e sfera consapevole per il fatto di oggettivare la propria esperienza del mondo attraverso opere del pensiero che però hanno possibilità estremamente deboli di penetrarela sfera della riflessione collettiva.

Il progetto Fondazione M / 418 Studio Editoriale parte da queste premesse, esprimendo la tensione verso una libertà di pensiero capace di prendere le distanze dalla attuale dimensione di pura propaganda e di forsennato individualismo, frutto della scellerata propensione per il culto dell’individualità che insegue leadership sempre più populiste e improbabili, per cercare di rimontare la corrente che ha trascinato via la storia delle idee dal momento nobile della Ragione.

Sentiamo decisamente il bisogno di un atteggiamento che contenga queste tensioni, e che sappia tradurle in un contesto operativo strumentale all’affermarsi di un’idea connettiva di intelligenza sociale, dando spazio a chiunque voglia portare avanti contenuti di idee che riprendano gli ideali di coscienza collettiva e di emancipazione.

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